LARA E I MASCHI 20 (SCRITTO A 4 MANI)

Immagine(immagine presa dal web)

Tossendo aria salmastra, Lara si ritrova un filo di ghiaccio che le scorre sulla fronte poi sullo zigomo, il destro, come la piuma d’angelo di zia Marisa che la solleticava all’epoca dei boccoli e dei vestiti alla marinara.

Il ghiaccio prosegue, le segna l’incavo vicino alle labbra, punge, poi su e un attimo dopo è sul mento, caldo e salato sulle labbra, il ghiaccio scende alla gola.

Stilla rossa sotto il pomo di adamo… un rasoio.

Le sue labbra piangono lacrime, lacrime di sangue…

Le posano sugli occhi un drappo ricamato, è  bianco, un’organza tipica del giorno forse più felice per una donna, le arrotolano sugli occhi, lentamente, quello che avrebbe potuto essere il suo velo da sposa…

Glielo stringono sugli occhi in malo modo, le tirano i capelli, lei si dimena,  il cucito sfrega la sua pelle morbida, c’è anche il profumo di un giorno andato, un giorno che non può aver vissuto ma tanto sognato.

Odore di sartiame che si snoda e annoda ai polsi, graffia e spezza le unghie mentre le braccia si tendono costringendola dentro alla stanza.

Lo stomaco si ripiega nell’impatto ottundente della spalliera del divano… meno forte di Claudio che correndo a testa bassa la colpiva all’addome da bambina nel cortile sotto casa…

La seta al collo ritorna in tensione e strappa: Slave, we have time… all the time…

Metallo contro metallo, piano, poi un rumore più sordo, forse la porta.

Lara è ferma e bloccata, lecca il sangue le brucia ma se non lo fa non sa come respirare.

Loro camminano piano, senza fretta, ora vicini ora più lontanii

Tramestio accompagnato da cigolii di gomma, il frigo?

liquido che scende.. tlink…altri cubettti di ghiaccio

un brindisi?

Lara non sa cosa succede… ma forse festeggiano ad uno scherzo ben riuscito, forse ora è tutto finito.. forse ora la liberano e si potrà fare una bella risata e brindare anche lei…

certo l’alcol brucerà sulle labbra…comunque.

L’ozio rende lente le ore e veloci gli anni.

 

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scritto per il multi blog “lanostracommedia” e copiato qui

 

Ma non era…L’ozio è il padre di tutti i vizi?

 

questo usava dirmi quella santa donna della nonna…la donna più amata al mondo da me e dai miei fratelli

ella soleva passare davanti alla mia porta, d’estate, appena finita la scuola, quando mi vedeva piacevolmente distesa sul letto a leggere ( quindi proprio niente non era) o a vedere la tv…

vedendomi così piacevolmente intrattenuta mi apostrofava in quel modo …

“L’ozio è il padre di tutti i vizi”…e se ne scappava a fare qualche faccenda…

e le mie ore passavano lente nell’attesa del tanto amato ritorno a scuola..

dopo anni, secoli da quei dì, lei non c’è più e io mi ritrovo catapultata

a pensare a lei e alla dolcezza di quell’ozio…al ricordo terapeutico di quel dolce far nulla.